Mezzo secolo di Cinema per il “Nanni nazionale”

di Mariarosaria Coppola

Nanni Moretti ringrazia il Bifest: «Mai una retrospettiva così completa sui miei film»

In occasione del Bifest 2025, il Teatro Petruzzelli di Bari accoglierà, una retrospettiva completa dedicata a Nanni Moretti. Cinquant’anni di cinema, a partire dai primi cortometraggi in Super 8 come “La sconfitta” e “Pâté de bourgeois” fino alle opere più recenti come “Il sol dell’avvenire” e “Tre piani”. Un percorso che svela come il regista romano abbia attraversato e interpretato il cambiamento sociale e personale, evolvendo insieme al suo pubblico.

Il Moretti di ieri

Negli anni Settanta e Ottanta, Nanni Moretti è stato il simbolo di un cinema personale, indipendente e dissacrante. Pellicole come “Ecce Bombo”, “Sogni d’oro” e “Bianca” riflettevano una visione grottesca e parodistica del mondo che lo circondava, mostrando con ironia pungente le idiosincrasie di una generazione in crisi d’identità. Moretti metteva se stesso al centro delle  storie, portando sullo schermo esperienze autobiografiche, il suo mondo interiore, amici e familiari, con un linguaggio unico, immediato e provocatorio. “Non rappresento una generazione. Io rappresento, tutt’al più, solo me stesso”, dichiarava già allora. In questa fase, la sua carriera fu caratterizzata da pochi mezzi economici e molta voglia di sperimentare. Nel 1987 fondò la Sacher Film con Angelo Barbagallo, un progetto nato per sostenere cinema d’autore e produzioni indipendenti. Il nome si ispira alla Sachertorte, uno dei dolci preferiti di Moretti, citato in alcuni suoi film. Nel 1991, rilevando il “Nuovo Cinema” a Trastevere, volle creare uno spazio culturale destinato a proiezioni impegnate e dibattiti.

Il Moretti di oggi

Negli ultimi vent’anni, la cifra stilistica di Moretti è maturata, diventando più riflessiva e articolata. Opere come “La stanza del figlio”, Palma d’oro a Cannes nel 2001, “Habemus Papam” e “Mia madre” hanno segnato il passaggio verso tematiche universali e profonde, con una sensibilità più meditativa verso il dolore, la famiglia e il ruolo della politica nella società italiana. Negli anni Duemila, Moretti ha ampliato il suo impegno sociale e politico fuori dallo schermo, diventando un riferimento culturale con il movimento dei “girotondi” contro il governo Berlusconi nel 2002 e con il documentario “Santiago, Italia” del 2018, testimonianza del suo interesse per tematiche internazionali e diritti civili. L’ultimo decennio è caratterizzato anche da una crescente apertura alle collaborazioni e sperimentazioni artistiche. Nel 2023, Moretti ha debuttato nella regia teatrale con “Diari d’amore” di Natalia Ginzburg, rinnovando la sua espressione creativa attraverso nuovi linguaggi e formati.

Se il Moretti di ieri era un giovane regista ironico e provocatore, oggi è un autore maturo, attento osservatore della realtà, capace di raccontare con disincanto e profondità le complessità del nostro tempo. Una figura che resta coerente con sé stessa, consapevole di appartenere sempre a una minoranza critica, come lui stesso afferma: “Mi sa che mi troverò sempre a mio agio e d’accordo con una minoranza”.

L’ evoluzione personale e artistica del “Nanni nazionale” celebra mezzo secolo tra un ieri e un oggi continuando a  raccontare ancora  l’Italia e gli italiani con  le sue e le nostre contraddizioni.

 

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