Guerra in Ucraina sì alla tregua
ma resta il nodo sugli embarghi

di Francesco Maria Gro

Trump, Putin e Zelensky hanno siglato l’accordo per trenta giorni di cessate il fuoco, per le strutture energetiche, e la navigazione sul Mar Nero. Critiche da Kiev per la richiesta russa di allentare le sanzioni

(Foto La Stampa)

Alla fine sembra che tra Ucraina e Russia la tregua ci sarà, ma non senza qualche precisazione. Al termine dei colloqui a Riad, con gli Stati Uniti, Kiev e Mosca hanno accettato di fermare i combattimenti per 30 giorni, limitatamente alle centrali elettriche. Un primo passo avanti che però, come era stato già durante gli incontri di Gedda, non ha convinto pienamente il presidente ucraino, Volodymir Zelensky, a causa dei continui combattimenti e dei bombardamenti sul Paese.

Un altro risultato del negoziato è la reintegrata libera navigazione per le imbarcazioni russe e ucraine sul Mar Nero, richiesta avanzata dal Cremlino per sbloccare le tratte commerciali e cercare di arginare le sanzioni economiche imposte dall’Occidente. Proprio questo tema è stato ricalcato dal presidente della Russia, Vladimir Putin, che ha legato ad una pace duratura l’abbassamento delle imposizioni fiscali su settori come quello dei fertilizzanti dei prodotti agricoli . Posizione aspramente criticata da Zelensky,”già provano a distorcere gli accordi”, che teme la cancellazione dell’embargo internazionale. Intanto è arrivata la notizia della reporter di guerra russa, Anna Prokofieva, morta a causa di una mina.

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