Respinti tutti gli emendamenti delle opposizioni tra cui quello sui reati contro le donne
Con 147 voti favorevoli la Camera ha approvato la legge che riduce l’uso delle intercettazioni ad un massimo di 45 giorni. Le uniche deroghe sono previste per i casi di criminalità organizzata e terrorismo oppure sarà necessaria una “motivazione rafforzata”, come l’ha definita il viceministro alla giustizia Francesco Paolo Sisto. L’estensione oltre i 45 giorni sarà infatti concessa solo per “assoluta indispensabilità delle operazioni per una durata superiore che sia giustificata dall’emergere di elementi specifici e concreti” si legge nel testo.
Sono stati respinti tutti gli emendamenti proposti dall’opposizione per includere altre fattispecie di reato. Tra questi c’erano anche i reati contro le donne che, promette Sisto, “saranno aggiunti prossimamente con altro provvedimento”.
“Si tratta di un errore gravissimo – ha commentato il capogruppo Pd in commissione Giustizia Federico Gianassi – perché si fa calare una mannaia senza precedenti sulle intercettazioni anche in caso di reati gravissimi come l’omicidio”. Di tutt’altro avviso il deputato di FI Enrico Costa: “È una norma di civiltà giuridica”.