(Foto: La Gazzetta del Mezzogiorno)
L’hacker Calamucci ha raccontato i rapporti degli ex banchieri baresi con l’imprenditore romano Sbraccia (cliente della società indagata per dossieraggio)
Ci sarebbe anche un filone barese nell’inchiesta della Procura di Milano su Equalize, la società di intelligence indagata per dossieraggio su personalità politiche e imprenditoriali italiane. Secondo l’accusa, l’azienda, nata come società di analisi dei rischi imprenditoriali, utilizzava le banche dati del ministero dell’Interno e di altre ramificazioni dello Stato per accedere ad informazioni riservate.
Ieri, i pubblici ministeri milanesi De Tommasi e Ardituro, che guidano l’indagine, hanno chiesto la custodia cautelare in carcere per Lorenzo Sbraccia, imprenditore romano e miglior cliente di Equalize. Alla società dell’ex poliziotto Carmine Gallo (morto di infarto il 9 marzo, mentre era ai domiciliari), Sbraccia aveva commissionato alcuni lavori, tra cui il pedinamento di Gianluca Jacobini, ex condirettore e vicedirettore generale della Banca Popolare di Bari, e di sua moglie Amalia Alicino, ingegnere e dipendente di Sbraccia, di cui in alcuni casi voleva persino conoscerne gli spostamenti ora per ora.
In una serie di verbali depositati dall’accusa, l’hacker Samuele Calamucci ha raccontato altri dettagli del rapporto tra Jacobini e Sbraccia: ha riferito, soprattutto, di un pranzo, svoltosi “prima di maggio 2023”. In quell’occasione, l’imprenditore romano avrebbe raccontato all’hacker e al superpoliziotto molte cose: di essere in contatto con Piero Amara (l’avvocato siciliano di Eni al centro della vicenda della Loggia Ungheria) e con Giovanni Legnini (ex vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura); di aver consigliato a Legnini – in lizza per un qualche incarico dalla Banca Popolare di Bari – di lasciar perdere perché di lì a poco la banca avrebbe avuto “qualche problema”.
L’hacker ha poi raccontato di una tangente pagata da Sbraccia all’ex magistrato Luca Palamara per “favorire” nel 2021 la nomina di una pm barese vicina agli Jacobini. Una vicenda che, al momento, non ha alcun riscontro e per la quale Palamara ha già annunciato una querela per calunnia.
Oltre al carcere per Sbraccia, i pm hanno chiesto i domiciliari per Enrico Pazzali, proprietario di Equalize e presidente di Fiera Milano, per il poliziotto brindisino Marco Malerba, per Giuliano Schiano, finanziere della Dia di Lecce (entrambi accusati di aver effettuato gli accessi abusivi alle banche dati per conto di Gallo) e per il carabiniere Vincenzo Di Marzio.