Suicidio nel carcere foggiano:
un 45enne si impicca in bagno

di Daniela Primiceri

Il sovraffollamento della cella potrebbe aver determinato l’azione. Il sindacato degli agenti penitenziari chiede più dignità ai detenuti

Ennesimo caso di suicidio nelle carceri: ieri un uomo di 45 anni, originario di Vieste e detenuto nel carcere di Foggia, si è impiccato nel bagno del reparto infermeria.

L’uomo, accusato di maltrattamenti in famiglia, era giunto nel carcere domenica scorsa dove era stato sistemato in una cella affollata, precisamente in un camerone del reparto infermeria insieme ad altri 7 detenuti. La capienza massima della stanza era di  4 persone.

Secondo il Sappe (Sindacato autonomo della polizia penitenziaria), la condizione di sovraffollamento potrebbe aver influito nella decisione del 45enne di compiere l’estremo gesto. Il sindacato ha dichiarato che “tanti eventi drammatici che avvengono nel carcere di Foggia e negli altri penitenziari pugliesi, compresi i suicidi, potrebbero essere determinati anche dal grave sovraffollamento”.

La stima dei suicidi avvenuti in carcere nel 2025 è di 20 casi. Il Sappe ha denunciato: “Quando muore una persona è sempre una sconfitta per lo Stato, e ci auguriamo che questa volta, invece di tentare di scaricare la colpa su chi cerca di vegliare sui detenuti in maniera corretta e nel rispetto delle regole, si cerchino gli eventuali responsabili tra quelli che dovrebbero garantire condizioni di dignità a chi viene privato della propria libertà”.

Ti potrebbe interessare...

Mediaterraneonews TV