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L’ente cittadino non è responsabile dell’esproprio: lo ha stabilito il Tribunale Civile di Bari. Lo Stato non verrà risarcito
Non è il Comune di Bari il responsabile della confisca dei terreni su cui sorgeva Punta Perotti, l’ecomostro sul lungomare Sud del capoluogo pugliese abbattuto nel 2006. Quindi, lo Stato non si può rivalere sull’ente cittadino per i 46 milioni di euro di risarcimento ai proprietari dei suoli per la confisca. È la sentenza del Tribunale Civile di Bari, che ha accolto l’opposizione del Comune alla seconda richiesta di rivalsa dello Stato.
La confisca dei terreni era stata stabilita da due sentenze della Corte Europea dei Diritti Umani (Cedu), una nel 2009 che fissava a 40mila euro l’indennizzo da pagare a ogni società proprietaria, la seconda nel 2012 che prevedeva il risarcimento totale da parte dello Stato.
Lo Stato ha risarcito i proprietari e poi ha provato a rivalersi due volte sul Comune, responsabile del processo amministrativo per le autorizzazioni edilizie, ritenute all’origine delle confische. Tentativi falliti in entrambi i casi. Già ad ottobre 2024 il Tribunale Civile di Bari aveva accolto l’opposizione comunale alla prima richiesta di rivalsa; ieri, ha accolto anche l’opposizione alla seconda. Secondo la Corte, infatti, la fase in cui l’amministrazione è intervenuta è quella di rilascio delle autorizzazioni edilizie, non la successiva, quella della confisca dei beni.