Soffocò la figlia di tre mesi
Difonzo condannato a 29 anni

di Antonio Solazzo

I fatti risalgono al 2016, quando l’uomo uccise la bambina nel letto dell’ospedale pediatrico di Bari. La Cassazione ha confermato la sentenza

Soffocò e uccise nel letto di ospedale Emanuela, la figlia di appena tre mesi: la Corte di Cassazione ha confermato in via definitiva la condanna a 29 anni di reclusione per Giuseppe Difonzo. L’uomo, 38enne originario di Altamura, era stato condannato in primo a grado a 16 anni per omicidio preterintenzionale e, in appello, all’ergastolo. Quest’ultima sentenza, però, era stata annullata con rinvio dalla Cassazione. I giudici della Corte d’assise, su indicazione della Suprema Corte, avevano infatti concesso le attenuanti generiche condannandolo a 29 anni, giudizio poi confermato nella giornata di ieri.

Secondo la ricostruzione, Difonzo avrebbe ucciso la figlia nell’ospedale pediatrico «Giovanni XXIII» di Bari nella notte tra il 12 e il 13 febbraio 2016. Sfruttando un momento di assenza della compagna e del personale sanitario di turno, avrebbe soffocato la bambina; subito dopo, avrebbe contattato la donna e le infermiere per comunicare le critiche condizioni di salute della piccola. Nei suoi tre mesi di vita, Emanuela era stata ricoverata più volte – in diverse strutture del capoluogo pugliese – per difficoltà respiratorie, mai riscontrate durante la degenza in ospedale. Il quadro derivato dalla consultazione delle anamnesi aveva spinto il professor Nicola Laforgia, direttore dell’Unità Operativa di Neonatologia del Policlinico di Bari, a informare il Tribunale per i Minorenni circa la possibilità di presunti maltrattamenti. Per i giudici, sarebbe stato l’uomo a provocare le crisi alla figlia, vista come una presenza «ingombrante e scomoda».

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